Il feedback è un regalo. Il continuous feedback una benedizione

Nessuno ci pensa mai. Quando parliamo di sistemi, di gestione, di efficacia della comunicazione la mente vaga e si immagina l’emittente, quello che parla (dice, fa, ordina, ecc), che comunica qualcosa. Nessuno pensa mai al ricevente, ovvero a quello che rielabora e che fa tesoro (a volte) di quello che viene detto. Comunicare è un infinito torneo di ping pong, dove uno rimbalza all’altro le informazioni così come le ha comprese, un match in cui il giocatore 1 manda la palla nel campo del giocatore 2 che interpreta il gioco (lo scambio di informazioni) a modo suo. È la risposta, quella che arriva dopo una rielaborazione del pensiero, ad essere indicativa e descrittiva della situazione. Per citare la Gestalt “Il tutto è diverso dalla somma delle parti” e il feedback, in questo senso, è più della somma di opinioni diverse, è di per sé un prodotto nuovo, diverso rispetto all’opinione originaria.

In questo senso il feedback è un regalo, è un dono da parte di chi lo riceve. Se il feedback è un regalo e migliora le condizioni originarie pensiamo ad un feedback continuo tra gli attori che popolano un contesto aziendale. I risultati sarebbero eccezionali: la comunicazione diverrebbe fluida e dinamica, non si fossilizzerebbe mai e la continua evoluzione partorirebbe condizioni, concetti, contesti sempre nuovi in cui operare al meglio. E’ su questa la filosofia su cui i social network basano la loro esistenza: la propensione dell’essere umano ad interpretare ciò che gli accade e a rispondere agli altri, risposte, opinioni e commenti che popolano le piattaforme virtuali ma che sono lo specchio di quello che accade concretamente ogni giorno nei gruppi di individui. Se opportunamente gestito, il feedback diventa un interessante modalità di gestione delle risorse umane e prende il nome di continuous feedback che in molte organizzazioni strutturate viene ormai adottato come strumento di gestione della comunicazione interna, delle relazioni tra manager e collaboratori e anche tra colleghi.

Il feedback continuo è uno strumento estremamente potente che basa la sua esistenza su alcuni fattori: il primo la predisposizione in termini di cultura interna di accettazione del feedback da parte dei membri del gruppo; il secondo la visibilità della ricaduta organizzativa del feedback; terzo ma non ultimo in ordine di importanza è la capacità di gestione del feedback che in organizzazioni strutturate necessita di strumenti informatici che possano elaborare la mole di dati che il feedback continuo riesce ad offrire.

L’utilizzo di strumenti informatizzati per la gestione del continuous feedback è particolarmente sentita per quelle aziende che hanno plant, divisioni, controllate geograficamente delocalizzate sia nel Paese che all’estero oppure un numero di dipendenti considerevole.

E’ infatti inimmaginabile poter organizzare le informazioni, una ricaduta visibile e soprattutto misurabile dell’impatto del continuous feedback all’interno di organizzazioni estese, strutturate e complesse senza l’ausilio di strumenti che aiutino il comparto HR e la direzione nella gestione delle informazioni.

Se quindi il continuous feedback più che strumento del futuro è già realtà nella gestione delle risorse umane, la sua efficacia affonda le radici nella sua corretta gestione che deve essere accompagnata in maniera organica e coordinata. Diversamente non ci sarà feedback continuo e l’organizzazione non evolverà.

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