Worker Engagement in ambito H&S

 

Come espresso nel precedente articolo Novità sulla ISO 45001:2018 in materia di salute e sicurezza sul lavoro e gestione del personale, la ISO 45001:2018 ci pone di fronte ad alcune importanti questioni. Per chi come me si occupa dei gruppi di lavoro dal punto di vista sociale, il balzo in avanti imposto dalla norma alle strutture lavorative è paragonabile a quello dello sbarco sulla luna.

Il sistema di coinvolgimento del personale, o worker engagement, di cui fino ad ora si parlava ben poco e per lo più a bassa voce, diventa uno strumento normato di gestione dell’impresa e soprattutto delle risorse umane. Se il worker engagement era stato studiato come metodologia relazionale efficace nella gestione dei rapporti tra persone, ora assume una connotazione sociale non da poco. Purtroppo siamo ancora lontani dal raggiungere livelli di engagement tali da poter essere considerati accettabili. Secondo un’indagine scientifica sul tema dell’engagement svolta in Italia dall’Università IULM di Milano, il livello medio dell’engagement dei collaboratori delle grandi aziende italiane (il campione era costituito da 375 grandi aziende italiane manifatturiere e di servizi con più di 500 dipendenti) si assesta a 3,5 su una scala da 1 a 5. E’ evidente che il livello di engagement è appena sufficiente. La ricerca evidenzia un peggiormento del dato nelle aziende di proprietà italiana che operano solo a livello nazionale e che non sono quotate.

Con la ISO 45001:2018 l’engagement dei dipendenti dovrà diventare parte della cultura d’impresa, che cambierà volto passando da una struttura tipica basata sulla gestione “comando e controllo” a quella piramidale schiacciata o addirittura di leadership responsabile diffusa. Ancora non conosciamo di preciso i contenuti della norma ma ci aspettiamo che si punti sempre di più alla valorizzazione delle competenze trasversali di cui per anni si è tanto parlato. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Di certo non un cambiamento immediato del concetto di impresa né una improvvisa virata della forma mentis di titolari e dipendenti ma un progressivo aumento di consapevolezza del valore dei contributi di tutti al miglioramento dell’ambiente lavorativo. Comportamento che travalica i confini societari per trasferirsi obbligatoriamente anche a clienti e fornitori. La ISO 45001:2018 promette una rivoluzione sostanziale nella gestione dei rapporti tra persone, prima che tra direzione e dipendenti, un cambiamento imposto di cui sentivamo da tempo la necessità. L’indagine IULM ha rilevato che le pratiche ritenute più rilevanti per stimolare l’engagement del personale riguardano prevalentemente l’ambito della comunicazione formale interna, che da sola non è tuttavia una leva determinante per l’engagement. Il dialogo manager collaboratori, il lavoro in team, le conversazioni informali volte a sollecitare il feedback dei collaboratori così come la job rotation e la mobilità orizzontale, il job posting interno e la formazione per lo sviluppo di capacità individuali sono leve importantissime per aumentare il worker engagement.

Non sorprende che le relazioni interpersonali siano il collante maggiore tra uomo e impresa. Già Maslow aveva posizionato al terzo posto il bisogno di appartenenza, il primo dei bisogni sociali. Con grande sorpresa risultano poco determinanti per l’engagement quelle pratiche di gestione delle risorse umane che vengono considerate particolarmente innovative, come palestre aziendali, convenzioni per servizi alla persona, smart working e programmi di Diversity Management. Dobbiamo fare ancora grandi passi avanti per migliorare l’ambiente lavorativo, come è successo già in passato con altre norme speriamo che la ISO 45001:2018 imponga il cambiamento culturale nella gestione di impresa che vada verso la raccolta delle esigenze del dipendente, perchè si senta parte di qualcosa di più grande.